PERCHÉ IN ITALIA DOPPIAMO I FILM? DAL FASCISMO ALL’ORIGINE DEL FANSUBBING

mussolini
DAL FASCISMO ALL’ORIGINE DEL FANSUBBING

Il panorama cinematografico italiano è composto al 90% di film che vengono doppiati nella nostra lingua. Questo è reso possibile dalla qualità del doppiaggio, retaggio di una solida tradizione di professionisti.

I doppiatori italiani sono i più bravi del mondo. Quante volte avete sentito questa frase?

L’Italia è tra i pochi paesi ad aver conservato l’abitudine di tradurre tutti i film che vengono distribuiti sul territorio al fianco, non a caso, di Germania e Spagna. Il doppiaggio si radica nella nostra cultura in epoca fascista, quando in nome della conservazione culturale e di una autarchia anche linguistica, vengono varate delle leggi che limitano l’utilizzo della lingua straniera in Italia. Nel 1930 queste norme vengono ufficialmente applicate al cinema, anche se è nel 1932 che venne imposta la tecnica della post-sincronizzazione , o “doppiaggio”, delle pellicole straniere importate in Italia.
I primi incaricati sono gli ufficiali della Marina Militare, che nel periodo bellico lavorano in varie parti del mondo, approfondendo la conoscenza delle lingue straniere, in particolare dell’inglese. Sono i “Padri Doppiatori”.
È proprio questo il momento storico da cui origina il fenomeno del doppiaggio, destinato a durare negli anni, dal periodo fascista fino ad oggi.

Nel corso dei decenni la produzione audiovisiva mondiale cambia radicalmente, l’avvento della televisione e la facilità realizzativa portata dal progresso tecnologico causano un esponenziale aumento del materiale a disposizione, fino ad arrivare alla nostra epoca, in cui il sonno è l’ultimo nemico che ancora si oppone a Netflix.
Il desiderio di non perdersi questo incredibile aumento di contenuti ha spinto gli utenti più appassionati a cercare vie di fruizione alternative, a prescindere dalle scelte dei broadcaster.

Agli appassionati divoratori di serie TV americane, che ancora non erano incluse nella programmazione televisiva italiana, rimaneva un solo strumento per rimanere al passo con i loro personaggi preferiti: il sottotitolo.
È con questo spirito che sul finire degli anni novanta, con l’esplosione di internet, prende piede il fenomeno del fansubbing.
Con fansubbing si intende un processo in cui un appassionato (appunto fan) realizza autonomamente una traduzione di un contenuto audiovisivo, sia questo un film o un episodio di una serie televisiva.
È stato grazie a questi eroi del sottotitolo che in Italia sono arrivate serie TV che altrimenti non avremmo mai visto, e che adesso amiamo.
Con l’abitudine a guardare ore e ore di contenuti sottotitolati, torna ovviamente anche l’abitudine a guardare contenuti in lingua originale, resi comprensibili dal sottotesto. La diffusione di questo fenomeno porta inevitabilmente a riflettere sui prossimi trend del nostro cinema e della nostra televisione. Questa riflessione ci presenta una domanda: esiste un futuro in Italia per film e serie in lingua originale?
Il fermento attuale del settore distributivo complica di molto la risposta a questa domanda, ma l’unica cosa certa è che se questa possibilità esiste, è anche merito del fansubbing.

Fonte immagine: Panorama.it

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