SOFTSUBBING VS HARDSUBBING: UNA QUESTIONE DI GUSTI (E DI LEGALITA’)

Nonostante l’Italia sia un paese con una forte tradizione di film e serie TV doppiate, negli ultimi anni è aumentato sempre di più il numero di persone che decide di vedere contenuti stranieri in lingua originale. E come dare loro torto, dopo aver visto le tante aberrazioni nell’adattamento e nel doppiaggio italiano (è ormai famosissimo il terribile doppiaggio delle prime puntate di The Big Bang Theory, che portò alla sostituzione dell’intero team di doppiaggio in seguito alle proteste dei fan).

Se anche voi state pensando di provare a seguire l’esempio di coloro che spesso vengono definiti “puristi”, ci sono alcune informazioni di base che dovreste sapere.

Innanzitutto, i sottotitoli si dividono in due tipologie, hardsubs e softsubs:

  • Con il termine hardsubs si definiscono quei sottotitoli che vengono impressi nel file video, diventandone parte integrante. Guardando video in streaming, probabilmente vi sarà capitato di trovare alcuni filmati con dei sottotitoli già presenti, come stampati sopra ai frame (le singole immagini) del video – di solito di un antiestetico color giallo. A quel punto, è inutile che cerchiate il pulsante delle impostazioni: state vedendo un video con hardsubs, e non c’è modo di disattivarli.
  • Al contrario, i softsubs sono dei file di diverse estensioni (*.srt, *.ssa e *.ass) che, a seconda del lettore video utilizzato, necessitano solo di essere trascinati all’interno della finestra di riproduzione per essere aggiunti al filmato: la loro comodità è data dal fatto che sono già pronti all’utilizzo e possono essere attivati e disattivati in base alle proprie preferenze. Non essendo impressi nel video, i softsubs possono anche essere modificati – ad esempio, si può cambiare il colore del testo o la dimensione del font.

Questi sottotitoli vengono prodotti dalle varie community di fansubbing e solitamente si possono scaricare in modo gratuito direttamente dalle loro home page.  In questa categoria rientrano anche i sottotitoli che si trovano in video con particolari estensioni (come*.mkv e *.ogm, e non il tradizionale *.avi), che permettono di tenere il file dei sottotitoli indipendente da quello video e rendono quindi possibile decidere quando attivare e disattivare i sottotitoli (un esempio sono i filmati di YouTube).

Nel caso in cui decidiate di utilizzare i sottotitoli prodotti dai fansubbers, un altro aspetto da tenere in considerazione è la questione della legalità dei sottotitoli. Innanzitutto, produrre sottotitoli amatoriali non è assolutamente illegale: le traduzioni contenute nei siti di fansubbing sono interpretazioni dei traduttori e pertanto vengono tutelate dal diritto vigente in Italia.  Inoltre, una regola che viene rigorosamente seguita dalle community di fansubbing è quella di non fornire mai direttamente filmati o link a file audiovideo coperti da copyright: infatti, fornire all’utente un file audiovideo sarebbe una violazione del copyright, ma allo stesso tempo non lo è fornire all’utente solo i sottotitoli per quello stesso file.

È proprio su questo vuoto legislativo che fino ad oggi non è stato colmato che il fansubbing ha posto le radici e si è sviluppato fino a diventare un fenomeno degno di rilevanza anche in un paese tanto amante del doppiaggio come il nostro. Quindi, una volta scaricati i sottotitoli, saranno gli utenti a doversi procurare autonomamente il file audiovideo, in modo più o meno legale.

A questo punto, la scelta spetta a voi: potete decidere di vedere serie TV e film con sottotitoli già integrati, che non necessariamente sono sinonimo di alta qualità; oppure potete scaricare i vostri sottotitoli preferiti dalla vostra community di fiducia.

Autore: Giulia Vettori

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